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n vista della ormai prossima entrata in vigore del nuovo Regolamento Europeo sulla privacy – che sarà direttamente applicabile in tutti gli Stati membri – e anche in ragione della sempre più attenta vigilanza posta in essere dal Garante per la Protezione dei dati personali, in ottemperanza al decreto legislativo 196/2003, appare necessario, per le aziende e i professionisti, porre in essere la massima attenzione sulla applicazione delle norme che presiedono alla tutela dei dati personali.

Ogni “informazione”, “comportamento” o “fatto” relativa ad una persona “fisica”, in concreto rappresenta il concetto di “dato personale” nella sua essenza più vasta e necessariamente va trattato con lo scrupolo e l’attenzione previsti dalle norme in vigore applicando le “regole” e le “misure di sicurezza” previste dal codice della privacy ovvero le misure “minime” e “idonee” che sostanzialmente pongono a riparo Titolari e Responsabili del Trattamento da sanzioni pecuniarie molto pesanti o da possibili procedimenti penali in caso di trattamento illecito di dati.

E’ pur vero che le norme di semplificazione di febbraio 2012 hanno eliminato l’obbligo di redazione del DPS (documento programmatico della sicurezza) ma esso rappresentava di fatto lo strumento di governance dei processi aziendali e delle attività realizzate, delle misure di sicurezza adottate a protezione e vigilanza dei trattamenti di dati personali all’interno di una organizzazione.

Non è venuto meno l’obbligo per i Titolari del trattamento di porre in essere tutte le misure necessarie a proteggere i dati trattati e che venivano precedentemente dettagliate nel DPS. In concreto è stato eliminato il “contenitore” ma non è certo stato abrogato l’obbligo di adozione dei “contenuti” ovvero l’obbligo di ottemperare alle prescrizioni sulle misure di sicurezza contenute nel codice privacy.

E’ necessario, quindi, proprio in virtù delle prossime scadenze, e da nuovi e prossimi obblighi derivanti dall’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo, affidarsi a professionisti che vantano una comprovata esperienza, professionalità e preparazione che non può prescindere, oltre che dalle attività sostanziali in materia, anche dai percorsi formativi qualificati dalla “certificazione di Privacy Officier” che garantisce una approfondita conoscenza della materia e di una indiscussa capacità di affrontare e risolvere ogni tematica inerente la privacy, non solo sotto l’aspetto legale, ma anche procedurale, informatico e della formazione del personale.

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